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Spari contro auto salone a Corbara, anche il quarto uomo non parla Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Spari contro auto salone a Corbara, anche il quarto uomo non parla



Anche il presunto secondo esecutore materiale della “serenata calibro 7,62” di Corbara si avvale della facoltà di non rispondere. Il 45enne  di Pagani, arrestato nei giorni scorsi a Cerignola, dove si trovava per lavoro in quel momento, è rimasto in silenzio davanti al Gip che ne ha ordinato l’arresto per gli spari davanti alla rivendita di auto   in via Luigi Novi a Corbara, il 23 febbraio 2025.
Prima di lui avevano fatto lo stesso il presunto mandante dell’assalto a colpi di kalashnikov e gli indagati per essere gli esecutori materiali. Da loro nessun apporto alla ricostruzione della procura di Nocera Inferiore, diretta dal procuratore capo Luigi Alberto Cannavale, ed eseguita dai carabinieri del Reparto territoriale nocerino. Gli indagati sono destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, tranne Sannino ai domiciliari, per il suo presunto minor apporto alla attentato avendo solo cambiato le targhe dell’auto usata per il raid. La partita sembra spostarsi al Riesame, se gli avvocati decideranno di presentare ricorso per far valutare ai giudice la sussistenza dei gravi indizi o delle esigenze cautelari a carico dei loro assistiti. Nell’inchiesta, e questo è il punto da chiarire, spunta la gestione conflittuale di una bambina tra un uomo e una donna legati un tempo da rapporti sentimentali, gestione alla quale si sarebbe opposto Russo.
I carabinieri del maggiore Salvatore Beneduce sono incaricati di fare luce anche su altri reati emersi durante le indagini, specie dalle intercettazioni telefoniche, e che hanno portato i militari a eseguirli su richiesta della procura 13 perquisizioni, di cui a 8 persone residenti a Pagani, e una rispettivamente a Sant’Egidio del Monte Albino, Angri, Castel Giorgio, Nocera Inferiore e Nocera Superiore (tra cui ai quattro arrestati). Si indaga, infatti, a vario titolo su ipotesi di possesso di due kalashnikov, di detenzione di cocaina, marijuana e hashish, sullo sfruttamento della prostituzione, e sui “cavalli di ritorno” (estorsioni per restituire un auto rubata) tutti commessi tra Pagani e Sant’Egidio del Monte Albini in particolare.

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